Cappella di S. Eusebio

RESTAURO

Anche se non si conosce l’anno preciso di costruzione, l’origine della cappella campestre è legata alle epidemie di peste e colera che dal 1570 al 1640 imperversarono sul basso Piemonte e sulla Lombardia.

Nel 2002 il fabbricato si presentava come rudere: il tetto era completamente crollato, portando con sé le originarie volte a crociera e buona parte degli archi su cui si innestavano, così come la volta dell’abside. Il fronte d’ingresso era particolarmente danneggiato e nulla rimaneva del portico d’ingresso (probabilmente successivo rispetto all’aula) tranne una porzione di pilastro in pietra. Tuttavia restavano in vista elementi sufficienti per comprendere o dedurre le originarie proporzioni della copertura.

Il progetto si è proposto di restituire la cappella all’uso e di proteggere le parti originali superstiti, nonché i dipinti presenti nella zona dell’abside. Ciò ha necessariamente comportato delle ricostruzioni, che per scelta non si sono estese oltre lo stretto indispensabile a garantire un adeguato consolidamento generale e supporto alla nuova copertura lignea. Le volte a crociera non sono state ricostruite, ma restano in vista i fronti di rottura a suggerirne la forma. Solo la volta dell’abside è stata ricomposta con mattoni reperiti in loco. Nell’ottica del ragionevole compromesso sono stati utilizzati materiali originali o compatibili e si è contenuto il più possibile l’impiego di tecnologie contemporanee. Infine sono state eseguite indagini stratigrafiche sulle pitture ed un’indagine archeologica sull’area verde circostante, preordinata alla sua risistemazione e alla ricostruzione del portico d’accesso.


  • Progetto: 2002 // Realizzazione: 2003 // Luogo: Rocca Ciglié (CN)